Ostia antica

Ieri sera ho seguito una visita guidata di Ostia antica, tenuta dal dott. Ferdinando Buranelli di ItineRoma [1].  Siccome mi ero completamente dimenticato di seguire la visita in diretta, ho chiesto, pagando la differenza, di poter avere il link alla registrazione. Questo mi ha permesso di rivedere alcuni spezzoni anche oggi. Peccato che la registrazione resti a disposizione di chi la compra solo per una settimana. E’ l’unica cosa negativa di questa modalità.

Come sempre la visita virtuale è stata molto interessante, spero di poter visitare di persona il sito archeologico al più presto, magari ne potrei approfittare per fare un salto anche a Tarquinia per visitare la necropoli [9]

Alcune delle cose che mi hanno colpito di più sono state:

A) Le leggende sull’origine della città.

B) Come la foce del Tevere sia cambiata nel corso dei secoli.

C) Il fatto che il porto di Claudio e quello di Traiano non fossero proprio ad Ostia.

D) La distribuzione degli edifici nella città e come la struttura di una città romana fosse molto simile a quella delle città moderne. 

A) L’origine di Ostia e la sua funzione:

Secondo Tito Livio (59 s.C. – 17 d.C.) la città fu fondata ai tempi di Anco Marzio, il quarto re di Roma, che regnò dal 641 a.C. al 616 a.C.. Sembra però che non ci siano evidenza storiche ed archeologiche che lo confermano. Ci sono invece reperti che risalgono al IV secolo, ossia al periodo in cui i romani conquistarono la città etrusca di Veio (396 a.C.). Probabilmente all’epoca nei pressi della foce del Tevere c’era già un insediamento, ma non si sa precisamente dove. Si sa però che i romani ci costruirono un castrum, cioè un avamposto militare, un accampamento militare. Dall’evoluzione di questo accampamento, che aveva un struttura ben precisa e nota, ebbe origine la città di Ostia. Si pensa che il castrum romano coincidesse con quello che poi divento il foro della città.

Il termine Ostia deriva dal latino Ostium (foce) che a sua volta deriva da os-oris (bocca) e quindi fa riferimento al fatto che la città si trovava alla foce del Tevere. La sua posizione era strategica per due motivi:

  • permetteva di controllare il punto in cui dal mare si poteva accedere al Tevere e quindi a Roma (perciò era fondamentale sia da un punto di vista militare/difensivo sia da un punto di vista commerciale),
  • perché in quella zona c’erano già all’epoca delle saline (il sale era molto importante non solo per condire il cibo, ma soprattutto per conservarlo).

L’importanza strategica di Ostia crebbe quando i romani iniziarono a importare il grano dall’Egitto. Ad Ostia infatti attraccavano le navi annonarie, ossia le navi che portavano le scorte di grano e frumento.

In questo mosaico è rappresentata la misurazione del grano scaricato da una nave e preso in comnsegna da un funzionario romano:

Figura 1: Mosaico

 

B) La foce del Tevere nel corso dei secoli:

Tuttte le ricostruzioni Ostia antica mostrano come questa fosse situata sul mare proprio alla foce del Tevere, in punto in cui il percorso del fiume disegnava una curva molto strana:

Figura 2: Foce del fiume in epoca romana

Chi oggi visitasse il parco archeologico rimarrebbe sopreso dal fatto che, il Tevere e il mare sono ben distanti:

Figura 3: Foce del fiume attuale

A proposito della Figura 1: il porto di Ostia non era sul mare, ma lungo il fiume, così che le navi potessero scaricare più vicino possibile agli horrea (i magazzini) e potessero attraccare in un luogo più riparato. Poi in realtà le navi più grosse non entravano nel porto, ma si fermavano vicino alla costa e poi il grano era portato nel porto con delle navi più piccole.

C) Il porto di Claudio e il porto di Traiano:

Nel 42 d.C. l’imperatore Claudio (10 a.C. – 41 d.C. – 54 d.C.) diede inizio ai lavori per la costruzione di un nuovo porto a nord di Ostia (in corrispondenza dell’attuale Fiumicino). Il porto, che fu un’opera ingegneristica straordinaria, era costituito da un bacino che permetteva lo scarico delle navi mercantili in modo sicuro e protetto.

All’ingresso del porto c’era un faro gigantesco, costituto da tre dadi sovrapposti che si stringevano verso l’alto, in cima c’era poi una torre con un braciere che illuminava la zona per un raggio superiore ai 40 chilometri: “Per creare le fondamenta del faro, realizzato sulla copia di quello di Alessandria d’Egitto, fu creato un isolotto artificiale affondando e riempiendo di terra e pietre gigantesche la grande nave mercantile con cui l’imperatore Caligola aveva fatto trasportare l’obelisco egizio, destinato al circo Vaticano, tuttora presente in Piazza San Pietro a Roma.” [13]

Il porto di Claudio era sul mare (a differenza di quello di Ostia) ed era collegato al porto di Ostia con uno o più canali. Essendo il porto di Ostia alla foce del Tevere era possibile poi risalire il fiume, con navi più piccole, e rifornire direttamente la città. Il porto fu terminato durante il regno di Nerone nel 64 d.C.. Nacque in questo luogo una cittadina che prese il nome di Porto.

A causa delle sabbie fluviali il porto si insabbiò gradualmente nel corso degli anni fino a diventare inagibile, tanto che dopo quranta anni, tra il 100 d.C. e il 112 d.C. l’imperatore Adriano (75 d.C.117 d.C. – 138 d.C.) fece realizzare un altro bacino interno, che prese il nome di porto di Adriano.

Il porto di Adriano era collegato sia al porto di Claudio che con il Tevere, mediante la Fossa Traianea (oggi Canale di di Fiumicino). Questo porto fu inaugurato nel 113 d.C. e la sua costruzione fu rievocata con la coniazione di alcune monete in bronzo.

.

D) Distribuzione degli edifici nellla città:

La visita vituale della città è cominciata dall’osservazione di questa mappa in cui si vede come erano distribuiti gli edifici all’ìinterno della città di Ostia. In questa immagine il mare era situato in alto, di fronte a quelle aree marroni più grandi che erano i magazzini in cui venivano depositate le mercanzie.

In questa immagine si vede che gli edifici sono distribuiti secondo delle zone ben distinte:

  • Le aree viola sono quelle in cui sono stati trovati resti di negozi e attività commerciali di varia natura.
  • Le aree gialle sono quelle in cui si pensa ci fossero case (domus: le case dei patrizi), appartamenti e condomini (insulae: le case dei plebei). Sono poche perché all’epoca molti abitavano nei soppalchi o nei piani superiori dei negozi che gestivano.
  • Quelli marroni sono i magazzini (horrea).
  • Quelle rosa rappresentano le terme, le città romane ne erano piene.
  • Quelli arancioni rappresentano i templi e i luoghi di culto.
  • Quelli viola chiaro erano ristoranti e taverne.
  • Quelli verdi erano forni.
  • Queeli verdini erano edifici pubblici: teatro, foro, ecc.

In un prossimo post vorrei parlare degli edifici tipici di una città romana partendo dalle foto delle città di Pompei e Ostia antica.

 
Riguardo Ostia antica vorrei segnalare:
  • Una puntata di Ulisse su questo argomento: [2].
  • Una breve filmato che mostra la ricostruzione in 3-d della città e del porto di Traiano [3].

Come per Pompei anche per Ostia antica  si può dire che gran parte della non sia ancora stata portata alla luce.

Foto  e immagini di Ostia antica: ***

Foto prese da vari siti su Internet e su Google immagini:

*** Le immagini dell’articolo e della photogallery sono prese da Google immagini. Non è per noi possibile verificare eventuali diritti d’autore o risalire agli autori delle stesse. Nel caso un autore lo segnali indicheremo con piacere la provenienza o la rimuoveremo con dispiacere se richiesto. E’ possibile usare il form di contatti del sito per le segnalazioni del caso.

 

Fonti e riferimenti:

 

 

2 years ago

Leave a Reply

Your email address will not be published.


CAPTCHA Image
Reload Image